SPELLO
E' ineguagliabile il modo di mostrarsi di Spello.
Essa esce letteralmente dalla pietra del Subasio, ormai ai piedi del monte francescano, e occupa talmente la vista e il cuore di chi le sfila davanti da non sembrare più, a un certo punto, un segno urbanistico, ma un richiamo fiabesco, l'impronta lasciata da un antico presepe.
La colonia Julia Hispellum, già centro umbro, acquistò notevole importanza sotto Augusto. Lo splendore "economico" acquisito durante le varie fasi della romanità fu perso nelle epoche successive. Mai però è venuto meno l'arricchimento artistico-ambientale del paese, che ancora oggi connota la città: la Porta Urbica, la Porta Consolare, la Porta Venere, affiancata dalle Torri di Properzio.
E poi, dentro le mura, la Collegiata di S. Maria Maggiore, già presente nel 1025, un cui spazio intemo, la Cappella Baglioni, racchiude due autentici tesori pittorici: la Disputa nel Tempio e la Natività di Bernardino di Betto, il Pinturicchio.
Una visita andrà dedicata anche ai villaggi medievali di Collepino e S. Giovanni, nonché al vasto complesso di Villa Fidelia, per avere un'idea del raccordo ambientale che Spello istituisce tra il Subasio e la Valle Umbra.