Gennaio è il mese dei silenzi, delle strade più vuote e dell’aria limpida che avvolge le colline umbre. È anche il momento ideale per visitare Assisi, quando la città di San Francesco si mostra nella sua dimensione più autentica e raccolta. Lontano dalla folla, il messaggio francescano del ricominciare diventa quasi tangibile.
Per San Francesco, infatti, l’inizio non coincideva con il calendario, ma con una scelta interiore: spogliarsi del superfluo per ritrovare l’essenziale. Ed è proprio questo spirito che rende gennaio un mese speciale per chi arriva qui in cerca di senso, bellezza e lentezza.
Assisi d’inverno: un’esperienza intima
Visitare Assisi a gennaio significa viverla come un luogo dell’anima. Le pietre rosate delle mura medievali sembrano assorbire la luce invernale, le botteghe procedono con un ritmo calmo, e il tempo sembra dilatarsi. È il contesto perfetto per comprendere San Francesco non solo come santo, ma come uomo in cammino.
Una passeggiata mattutina verso la Basilica di San Francesco, avvolta dalla nebbia leggera, regala un’atmosfera quasi mistica. All’interno, gli affreschi raccontano una vita fatta di rotture e nuovi inizi: dalla rinuncia ai beni paterni fino alla nascita di una fraternità destinata a cambiare la storia.
Il messaggio francescano del ricominciare
Gennaio è il mese dei buoni propositi, e San Francesco può essere una guida sorprendentemente attuale. Il suo “nuovo inizio” non era fatto di accumulo, ma di sottrazione: meno cose, meno rumore, più relazione. Un messaggio che parla anche al viaggiatore contemporaneo, sempre più attratto da esperienze autentiche e rigenerative.
Luoghi come l’Eremo delle Carceri, immerso nel bosco del Monte Subasio, invitano al silenzio e alla riflessione. Qui Francesco si ritirava per pregare e ascoltare, e ancora oggi il visitatore può fermarsi, respirare e ritrovare un contatto profondo con la natura e con sé stesso.
