WTE ASSISI 2026

WTE ASSISI 2026

A partire da Euro 70,00 per persona

Dal 24 al 25 settembre 2026 si terrà ad Assisi la diciassettesima edizione dell’evento dedica alla valorizzazione e promozione dei siti patrimoniO mondiale UNESCO.

Per l’occasione, UmbriaSì ha selezionato per te le strutture ricettive, per assistervi nella ricerca dell’alloggio.

La nostra migliore offerta è a partire da € 70,00 a persona

La quota a persona comprende:

  • 1 notte di pernottamento in camera doppia/matrimoniale con prima colazione
  • Assicurazione Europ Assistance (assistenza in viaggio, garanzia cancellazione, assistenza medica)

La quota non include:

  • Extra, mance ed offerte
  • Mezzo di trasporto
  • Imposta di soggiorno da saldarsi in loco
  • Quanto non espressamente indicato nella voce “la tariffa comprende”

Gallery

Compila e riceverai informazioni




    Ho letto informativva e autorizzo il trattamento dei dati secondo quanto riportato nellaPrivacy Policy
    Autorizzo l'invio di comunicazioni commerciali (facoltativo)

    Rosetta Hotel Perugia, Tapestry Collection by Hilton

    Rosetta Hotel Perugia, Tapestry Collection by Hilton

    POSIZIONE

    Rosetta Hotel Perugia si  trova nel cuore del centro storico di Perugia, a due passi da Piazza 4 novembre, Piazza Italia, la Galleria Nazionale dell’Umbria e la Rocca Paolina. 29 km da Assisi e 26 km dal Lago Trasimeno.

    STORIA

    L’Hotel La Rosetta è un luogo ricco di fascino e tradizione, situato nel cuore del centro storico di Perugia. Le sue radici risalgono agli inizi del 1900 quando il Cav. Paradisi, insieme a sua moglie Lisetta, appassionata di rose, fondò il ristorante e il primo albergo con 7 camere.

    Anno dopo anno, La Rosetta è cresciuta fino a diventare uno dei migliori hotel e ristoranti d’Italia, conosciuto in tutto il mondo. Con 90 camere, ha ospitato ospiti illustri nel corso degli anni. Dal 1973, il festival internazionale “Umbria Jazz” ha scelto l’hotel come sede dell’Ufficio del Festival, trasformandolo ulteriormente nel cuore pulsante della manifestazione.

    A settembre 2023 è stato acquistato dalla famiglia Fittuccia di Assisi, proprietaria di altri hotel e ristoranti in Umbria e non solo. A settembre 2025 ha riaperto con il brand Tapestry Collection by Hilton dopo la completa ristrutturazione di tutte le camere, del ristorante e degli spazi comuni.

    NUOVO CONCEPT

    Un hotel storico, meticolosamente ristrutturato con impegno nella certificazione verde e nella conservazione del suo ricco patrimonio.

    Cool-nana: Percepito come trendy, elegante, divertente ed eccentrico con le tendenze e la cultura moderne. Il termine implica che, essendo una nonna, è accogliente, invitante, calorosa e inclusiva ma conserva un contegno giovanile e fresco, magari godendo di esperienze e interessi tipicamente associati alle generazioni più giovani. Vibrante e sostenibile Gemma Storica. Miscela accattivante e distintiva di stile contemporaneo e patrimonio tradizionale italiano che si armonizza con l’ambiente  locale. Un polo contemporaneo unico nel suo genere, dedicato alla sostenibilità, che offre un’atmosfera coinvolgente e inclusiva, dove i colori pastello e i toni chiari emanano la luminosità del rinascimento italiano.

    L’EDIFICIO

    L’hotel è collocato su due edifici che sorgono intorno alla piacevole piazzetta Agorà. L’edificio è costituito da un complesso architettonico, ampliato in diverse epoche a partire dal periodo medievale, ed è situato tra Piazza Italia, Via Bonazzi, Corso Vannucci, Via del Sette e Via Mario Grecchi. I sotterranei medievali originari contengono passaggi che si ritiene fossero vie di fuga del Papa tra la Rocca Paolina e la cattedrale. Questi, insieme ai dipinti del XVIII sec, rendono questo edificio un luogo unico e caratteristico, ricco di  patrimonio e di storia.

    Ospita 70 camere e suite totalmente rinnovate, la reception e la sua area lounge di accoglienza, Il lounge Bar the Cloud, Il Ristorante Casa Vannucci, il Sushi Umbro, la palestra.

    LE CHIAVI

    L’hotel offre un totale di 62 camere e 8 suite.

    LA PALESTRA

    Collocata al piano -1 dotata di tutte le attrezzature più moderne della TECHIGYM, costituita anche per attività a corpo libero.

    ESPERIENZE

    Tra le esperienze e attività disponibili all’interno dell’hotel; visite private al Museo Atelier Giuditta Brozzetti e al museo delle vetrate artistiche Moretti Caselli. Per gli ospiti che desiderano scoprire il territorio circostante, visite eno-gastronomiche presso frantoi, cantine di produttori locali, visite presso produttori di cashmere. Visite presso laboratori di ceramica in centro storico e del territorio Perugino. Per i più golosi e per i bambini la visita del museo del cioccolato a partire da ottobre 2025.

    TEAM F&B

    Con la consulenza dei Fratelli la Serva del Ristorante la Trota di Rieti, la proposta ristorativa è composta da Ristorante Casa Vannucci, The Cloud lounge Bar e Sushi Umbro.

    IL RISTORANTE CASA VANNUCCI

    Il ristorante collocato all’interno dell’hotel prende il nome da Corso Vannucci, la famosa Via del centro Storico di Perugia, che a sua volta prender il nome da Pietro di Cristoforo Vannucci, più comunemente noto con il Perugino, il divin pittore del 500. Il. A disposizione degli ospiti per il servizio di pranzo e cena: materie prime stagionali di produttori locali.

    SUSHI UMBRO

    Sushi Umbro, per presentare i prodotti locali della Regione Umbria in modo alternativo attraverso il concetto del Sushi, con un tocco di creatività. Il sushi sarà un’esperienza cool disponibile durante l’aperitivo o la cena.

    IL THE CLOUD LOUNGE BAR

    Situato nella Villa, accoglie gli ospiti dalle 11 alle 23 nei suoi spazi indoor e outdoor. Caratterizzato all’interno da un bancone con sedute e diverse sale dove concedersi pause rilassanti in una giornata di lavoro o visita della città.

    Servizi

    Accesso disabili

    Ammessi animali piccola taglia

    Accettazione piccoli gruppi

    Aria condizionata

    Ascensore

    Asciugacapelli

    Bar

    Cassetta di sicurezza

    Frigo-bar

    Gluten free

    internet - Wi-fi gratuita

    Palestra

    TV - TV Sat

    Ristorante

    Richiedi informazioni




      Ho letto l'informativa e autorizzo il trattamento dei dati secondo quanto riportato nellaPrivacy Policy
      Autorizzo l'invio di comunicazioni commerciali (facoltativo)

      Gallery

      Cosa fare in Umbria in Aprile? Te lo dice UmbriaSì

      L’Umbria in aprile si veste di primavera, offrendo un mix perfetto di tradizioni, spiritualità e natura rigogliosa.

      Con la Pasqua in arrivo, questo mese diventa un momento speciale per scoprire il cuore verde d’Italia.

      Ecco le nostre tre tips su cosa fare in Umbria in Aprile

      Vivi le suggestive celebrazioni pasquali

      La Pasqua in Umbria è un’esperienza spirituale e culturale unica. Assisti alle celebrazioni religiose nei luoghi simbolo come la Basilica di San Francesco ad Assisi o la Cattedrale di San Lorenzo a Perugia. Nei borghi, come Gubbio o Orvieto, le tradizioni pasquali si animano con rievocazioni storiche, processioni e eventi che coinvolgono tutta la comunità. La Processione del Venerdì Santo a Todi, per esempio, è un momento suggestivo e carico di emozione.

      Immergiti nella natura fiorita

      In aprile, la natura umbra è al suo massimo splendore. Concediti passeggiate tra i prati fioriti e gli uliveti, oppure esplora i sentieri del Monte Subasio o del Parco del Lago Trasimeno, dove i panorami mozzafiato si uniscono al clima primaverile perfetto. Approfitta della stagione per un picnic all’aria aperta o per esplorare i giardini fioriti delle ville storiche.

      Assapora i sapori autentici della Pasqua

      La cucina umbra celebra le tradizioni pasquali con piatti unici. Non perderti la Torta di Pasqua, un delizioso pane salato da gustare con capocollo e formaggi locali, o il classico agnello al forno. Visita i mercati locali per scoprire prodotti freschi e dolci tipici come la Ciaramicola, una torta di pasta frolla ricoperta di meringa e zuccherini colorati. Completa il tuo viaggio con un calice di vino Grechetto o Sagrantino, perfetti per esaltare i sapori umbri.

      💚 Ti Aspettiamo in Umbria 💚

      Città del Cioccolato

      A Perugia c’è una nuova meta da vivere con tutti i sensi: la Città del Cioccolato

      A Perugia c’è un modo nuovo di vivere il centro storico: non soltanto attraversando piazze, chiese e panorami, ma lasciandosi guidare da un richiamo che appartiene alla memoria di tutti, il profumo del cioccolato.

      Nel cuore della città prende forma la Città del Cioccolato, un grande museo esperienziale dedicato al cacao e al cioccolato, pensato per trasformare la visita in un viaggio culturale e sensoriale capace di parlare a famiglie, coppie, appassionati di enogastronomia e viaggiatori curiosi. Non è un caso che questo progetto nasca proprio qui: Perugia è storicamente legata al cioccolato e al suo “saper fare”, e questa vocazione oggi si traduce in una destinazione contemporanea, coerente con la traiettoria che la città porta avanti da anni anche attraverso Eurochocolate, kermesse iconica che da oltre trent’anni continua ad affermarsi come il più grande evento internazionale dedicato al cacao e al cioccolato.

      La sede è essa stessa parte dell’esperienza: l’ex Mercato Coperto, uno dei luoghi simbolo della vita urbana cittadina, a due passi dagli itinerari culturali principali.

      Entrare nella Città del Cioccolato significa anche riscoprire un edificio che per decenni è stato punto di incontro e di scambio, oggi riattivato come spazio di cultura, intrattenimento e conoscenza.

      In oltre 2.800 mq di percorso, il visitatore è accompagnato in una narrazione che parte dalle civiltà mesoamericane, attraversa l’Europa delle corti e delle innovazioni tecniche, giungendo fino ad oggi, e mostrando come il cacao sia diventato il cioccolato che conosciamo: non solo un alimento, ma un fenomeno economico e culturale che intreccia territori, stili produttivi, consumo, immaginario e design.

      Il museo non si limita a “raccontare la storia”: mette in scena la filiera, con attenzione alla biodiversità, ai Paesi produttori, alle trasformazioni tecnologiche e alle questioni contemporanee di sostenibilità e qualità, usando linguaggi immersivi e multimediali che rendono la visita accessibile e coinvolgente senza rinunciare ai contenuti.

      Il viaggio prosegue arrivando a Perugia, riconosciuta come capitale italiana del cioccolato: non solo per essere la città d’origine della Perugina e dell’iconico Bacio, ma anche per la capacità di coniugare tradizione e innovazione grazie ad Eurochocolate, questo novembre alla sua trentaduesima edizione.

      Infine, uno dei momenti memorabili della visita museale, è la fabbrica Bean to Bar, dove il pubblico può seguire l’intero processo di trasformazione dalla fava alla tavoletta, senza ricorrere a semilavorati: è qui che l’esperienza smette di essere soltanto contemplativa e diventa comprensione reale, fatta di macchinari, gesti, profumi, competenze artigianali e differenze sensoriali che spiegano cosa significhi davvero qualità.

      La Città del Cioccolato, però, non è concepita come un museo: è un luogo vivo, progettato per aprirsi alla città e rinnovarsi nel tempo attraverso mostre temporanee, eventi, workshop, degustazioni e attività educative per scuole e famiglie, con l’idea di fare del cacao un punto di partenza per parlare anche di territori, filiere, gusto e consapevolezza.

      In questa logica rientra anche il ChocoShop, accessibile senza biglietto, che funziona come tappa urbana autonoma nel cuore di Perugia: uno spazio in cui la visita può continuare sotto forma di scoperta, regalo e curiosità, con proposte provenienti da più di 150 brand internazionali, europei ed Italiani.

      A rendere l’esperienza ancora più ricca è il dialogo con altri spazi identitari della città, che ampliano la visita oltre il percorso museale. Da un lato, il museo offre l’accesso a uno scorcio sorprendente e poco conosciuto: l’Arcone, monumentale struttura di sostegno dell’area di Piazza Matteotti, oggi restituita alla fruizione con un suggestivo passaggio illuminato. È un luogo che aggiunge profondità storica alla visita: la tradizione locale lo lega anche alla memoria della Perugia medievale e al racconto della prigionia di San Francesco dopo la battaglia del 1202 di Collestrada, trasformando un elemento strutturale della città in una tappa narrativa inattesa. Dall’altro lato, a pochi passi dal museo, rivive un frammento decisivo della storia del cioccolato perugino: il recupero degli spazi del primo laboratorio Perugina risalente al 1907, restaurati e valorizzati come luogo di memoria e racconto delle origini.

      Accanto a questi ambienti storici prende vita anche LAB – Luisa Annibale Base, un hub esperienziale dedicato a incontri, degustazioni, attività e momenti di approfondimento: uno spazio pensato per far accadere il cioccolato, non solo per raccontarlo, ospitando appuntamenti con professionisti, percorsi guidati e iniziative che mettono al centro il gesto, la conoscenza e la dimensione conviviale. Insieme, museo, LAB e spazi storici costruiscono un ecosistema coerente: un itinerario che unisce racconto e pratica, memoria e contemporaneità, città e filiera, rendendo Perugia leggibile attraverso un filo conduttore immediato e universale come il cacao.

      In sintesi, la Città del Cioccolato non aggiunge semplicemente “un’attrazione” all’offerta locale: costruisce una nuova soglia di accesso a Perugia, perché unisce esperienza, identità e racconto in un formato contemporaneo, dove il visitatore non si limita a vedere, ma impara, assaggia, attraversa e si lascia sorprendere.

      Per chi visita l’Umbria, è un motivo in più per scegliere Perugia; per chi Perugia la conosce già, è un modo radicalmente diverso — più sensoriale, più narrativo, più immersivo — di riscoprirla.

      💚 Ti Aspettiamo in Umbria💚

      Gallery

      Primavera in Umbria: idee semplici per viverla davvero

      La primavera è il momento in cui l’Umbria cambia passo. Le giornate si allungano, i borghi tornano a vivere e tutto invita a rallentare.

      È anche il periodo ideale per chi cerca:

      💚un viaggio di coppia
      💚qualche giorno in famiglia
      💚una pausa con un piccolo gruppo di amici

      Qui trovi alcune idee semplici, pensate per vivere l’Umbria con calma, senza programmi troppo rigidi e senza la sensazione di “dover vedere tutto”.

      Perché scegliere l’Umbria in primavera

      In primavera l’Umbria è più autentica. Non c’è ancora il caldo estivo, non ci sono le folle e si può davvero godere del territorio.

      È il momento perfetto per:

      💚passeggiare nei borghi
      💚fermarsi a chiacchierare con chi vive qui
      💚assaporare il cibo locale senza fretta

      E soprattutto, è il periodo giusto per viaggiare bene, senza stress.

      Un weekend tra borghi, natura e silenzi

      Non serve spostarsi continuamente per scoprire l’Umbria. Anzi, spesso basta scegliere una zona e viverla davvero. 

      Un weekend ideale può includere:

      💚borghi in pietra
      💚sentieri panoramici
      💚tempo libero per fermarsi dove capita

      Perfetto per chi vuole staccare la spina e ritrovare un ritmo più lento.

      Esperienze enogastronomiche autentiche

      In Umbria il cibo è una cosa seria, ma mai ostentata.

      In primavera è bello visitare:

      💚cantine familiari
      💚frantoi
      💚aziende agricole

      Esperienze semplici, genuine, che piacciono anche ai più giovani e rendono il viaggio più vero.

      Turismo lento e “soft”

      Non tutti amano affaticarsi, correre e camminare per ore. E va benissimo così.

      L’Umbria offre tantissime possibilità per:

      💚passeggiate nella natura da fare a piedi o in bicicletta
      💚tratti brevi di cammini che attraversano alcuni dei borghi e delle città più belle del Cuore Verde d’Italia
      💚percorsi facili, adatti a tutti, anche per i più piccoli

      Viaggiare bene significa anche organizzare bene

      Un viaggio riuscito è fatto di scelte semplici, ma giuste. Dalla zona in cui dormire alle esperienze da vivere, ogni dettaglio conta.

      Vuoi organizzare la tua primavera in Umbria?

      Raccontaci che tipo di viaggio hai in mente. Ti aiutiamo a costruire un’esperienza su misura, pensata per te.

      💚 Ti Aspettiamo in Umbria💚

      In Umbria: itinerari d’inverno tra borghi e santuari

      Febbraio è il mese in cui l’Umbria invita a rallentare. È il cuore dell’inverno, quando il paesaggio si fa essenziale e i luoghi raccontano la loro anima con maggiore autenticità. Sulle orme di San Francesco, questo è il tempo ideale per scoprire un territorio fatto di eremi, abbazie e luoghi di spiritualità immersi nella natura.

      Il francescanesimo non vive solo nei grandi santuari, ma si diffonde capillarmente tra boschi, vallate e colline. Sono luoghi nati per l’ascolto, la preghiera e la vita semplice, che oggi offrono al viaggiatore un’esperienza di turismo lento e consapevole.

      Eremi e abbazie: il cuore nascosto dell’Umbria francescana

      In tutta l’Umbria, piccoli eremi e antiche abbazie segnano il paesaggio come punti di riferimento discreti ma profondi. Strutture in pietra, spesso isolate, che dialogano con l’ambiente circostante e invitano a una visita rispettosa e senza fretta.

      Luoghi come l’Eremo delle Carceri, l’Abbazia di San Pietro in Valle in Valnerina o il Santuario di Greccio (nella vicina provincia di Rieti) raccontano un modo di vivere il sacro legato alla semplicità e al territorio. In febbraio, lontano dai periodi di maggiore affluenza, questi spazi si rivelano nella loro dimensione più autentica.

      Un viaggio che attraversa il territorio

      Visitare l’Umbria francescana in inverno significa spostarsi tra borghi, vallate e aree naturali seguendo un filo invisibile fatto di spiritualità e paesaggio. Non serve un itinerario preciso: ogni deviazione può condurre a un luogo di raccoglimento, a un monastero nascosto, a una chiesa rurale che conserva secoli di storia.

      È un viaggio che unisce Assisi, cuore simbolico del francescanesimo, a molte altre realtà del territorio, valorizzando una rete di luoghi meno noti ma profondamente identitari.

      Scegliere febbraio per visitare l’Umbria significa vivere una stagione spesso sottovalutata, ma capace di offrire esperienze profonde e rigenerative. Tra eremi, abbazie e paesaggi invernali, il viaggio sulle orme di San Francesco diventa un invito a riscoprire il valore della lentezza e dell’essenzialità.

      💚 Ti Aspettiamo in Umbria💚

      Cosa fare in Umbria in Febbraio? Te lo dice UmbriaSì

      Febbraio è il mese di San Valentino, e l’Umbria, con il suo fascino romantico e i suoi paesaggi da sogno, è la meta ideale per celebrare l’amore. Che tu voglia sorprendere la tua dolce metà o semplicemente vivere un’esperienza indimenticabile, questa terra sa come accendere il romanticismo.

      Ecco le nostre tre tips su cosa fare in Umbria in Febbraio

      Celebra l’amore nella terra di San Valentino

      Terni, città natale di San Valentino, si trasforma nel cuore pulsante del romanticismo durante questo mese. La Basilica di San Valentino ospita la suggestiva Festa della Promessa, dove le coppie possono rinnovare i loro voti d’amore. Inoltre, l’atmosfera è impreziosita da eventi speciali, concerti e mercatini dedicati agli innamorati. Un’occasione perfetta per rendere il tuo San Valentino davvero unico, immerso in una cornice storica e romantica.

      Esperienze da condividere: spa e relax di coppia

      Febbraio è il mese ideale per concedersi momenti di puro relax insieme. Scegli un soggiorno in una delle spa immerse nelle colline umbre, dove potrai goderti trattamenti benessere, massaggi di coppia e piscine riscaldate con vista mozzafiato. Le atmosfere intime e i panorami suggestivi creano il contesto perfetto per coccolarti e condividere momenti di complicità con la tua metà.

      Un brindisi all’amore: degustazioni in cantina 

      L’Umbria è terra di grandi vini e a febbraio le cantine si trasformano in luoghi ideali per celebrare l’amore. Molte cantine offrono pacchetti esclusivi per coppie, con brindisi romantici tra botti antiche e panorami da sogno. Un’esperienza che unisce sapori autentici e atmosfere indimenticabili.

      💚 Ti Aspettiamo in Umbria 💚

      San Francesco e il senso del nuovo inizio

      Gennaio è il mese dei silenzi, delle strade più vuote e dell’aria limpida che avvolge le colline umbre. È anche il momento ideale per visitare Assisi, quando la città di San Francesco si mostra nella sua dimensione più autentica e raccolta. Lontano dalla folla, il messaggio francescano del ricominciare diventa quasi tangibile.

      Per San Francesco, infatti, l’inizio non coincideva con il calendario, ma con una scelta interiore: spogliarsi del superfluo per ritrovare l’essenziale. Ed è proprio questo spirito che rende gennaio un mese speciale per chi arriva qui in cerca di senso, bellezza e lentezza.

      Assisi d’inverno: un’esperienza intima

      Visitare Assisi a gennaio significa viverla come un luogo dell’anima. Le pietre rosate delle mura medievali sembrano assorbire la luce invernale, le botteghe procedono con un ritmo calmo, e il tempo sembra dilatarsi. È il contesto perfetto per comprendere San Francesco non solo come santo, ma come uomo in cammino.

      Una passeggiata mattutina verso la Basilica di San Francesco, avvolta dalla nebbia leggera, regala un’atmosfera quasi mistica. All’interno, gli affreschi raccontano una vita fatta di rotture e nuovi inizi: dalla rinuncia ai beni paterni fino alla nascita di una fraternità destinata a cambiare la storia.

      Il messaggio francescano del ricominciare

      Gennaio è il mese dei buoni propositi, e San Francesco può essere una guida sorprendentemente attuale. Il suo “nuovo inizio” non era fatto di accumulo, ma di sottrazione: meno cose, meno rumore, più relazione. Un messaggio che parla anche al viaggiatore contemporaneo, sempre più attratto da esperienze autentiche e rigenerative.

      Luoghi come l’Eremo delle Carceri, immerso nel bosco del Monte Subasio, invitano al silenzio e alla riflessione. Qui Francesco si ritirava per pregare e ascoltare, e ancora oggi il visitatore può fermarsi, respirare e ritrovare un contatto profondo con la natura e con sé stesso.

      💚 Ti Aspettiamo in Umbria💚

      Il Torcolo di San Costanzo

      Il dolce tipico della tradizione per festeggiare San Costanzo è, appunto, il Torcolo, dietro la quale si celano tante leggende e misteri legati al Santo che rendono ancora oggi questo dolce ricco di fascino e storia.
      Si tramanda, infatti, che il torcolo sia a forma di ciambella per ricordare la corona i fiori che su posta sulla corpo del Santo dopo la decapitazione o ancora che il buco rappresenti la testa mozzata del Santo e in ultimo che la sua forma a ciambella rimandi alla corona sfilata dal capo del Santo una volta decapitata. Ecco perché un dolce tempestato da canditi colorati, in ricordo alle pietre preziose della colora! I cinque tagli sulla ciambella sono, invece, riconducibile alle porte di accesso ai cinque rioni del centro storico di Perugia: Porta San Pietro Porta Sole, Porta Eburnea, Porta Susanna, e Porta Sant’Angelo.

      Il torcolo di San Costanzo, nonostante la grande importanza che ricopre durante la festa del 29 gennaio, è un dolce che viene oggi gustato in Umbria durante tutto l’anno!

      Ma vediamo la Ricetta:

      Ingredienti:
      600 gr di farina
      330 gr di acqua tiepida
      170 gr di zucchero
      85 gr di olio extravergine d’oliva
      1 uovo
      85 gr di burro
      25 gr di lievito di birra
      170 gr di cedro candito
      170 gr di uvetta sultanina
      170 gr di pinoli
      semi di anice a piacere

      Procedimento:
      Disporre la farina a fontana sulla spianatoia, o in una ciotola, sbriciolare al centro il lievito e cominciare ad impastare con l’acqua tiepida raccogliendo man mano la farina dai bordi. Una volta che l’impasto risulta omogeneo e ben amalgamato, lasciarlo riposare e lievitare per circa 2 ore in un luogo caldo e non umido.
      Completata la lievitazione, rovesciare l’impasto (deve raddoppiare) sulla spianatoia allargandola leggermente con il palmo della mano e aggiungere il burro a pezzettini (temperatura ambiente), lo zucchero e l’olio. Una volta amalgamati gli ingredienti, aggiungere il cedro candito a dadini, l’uvetta, i pinoli, anice a piacere. Lavorarla fino a far amalgamar bene tutta la frutta candita e la frutta seca, formare la ciambella e metterla in una tortiera imburrata per farla lievitare circa 3 ore,
      Dopo l’ultima lievitazione, spennellare la superficie del Torcolo con tuorlo d’uovo e fare 5 tagli leggeri con la punta del coltello.
      Cuocere in forno preriscaldato a  180° per 45 minuti circa.

      Abbinamento consigliato: Vernaccia di Cannara o Vinsanto umbro.

      La storia di San Costanzo

      Il 29 gennaio si festeggia San Costanzo, primo Vescovo e di Perugia e uno dei patroni del capoluogo umbro insieme a San Lorenzo e Sant’Ercolano. La storia della vita di San Costanzo e ciò che ne aleggia intorno è ricco di meraviglia, stupore, fede e misticismo con un pizzico di romanticismo e di dolcezze. Vediamo perché.

      San Costanzo Martire
      In “Mille Santi del Giorno” di Piero Bargellini, una raccolta delle storie delle vite dei Santi, si legge la descrizione di Costanzo, che possiamo datare intorno al II secolo d. C, come un uomo dedito alla fede, alla bontà e generosità verso i poveri e un grande senso del dovere verso la Chiesa Cristiana soprattutto durante le persecuzioni dell’Imperatore Marco Aurelio.

      Si narra che Costanzo, sotto l’Impero di Marco Aurelio fu martirizzato e perseguitato brutalmente: rinchiuso nel calidarium (antiche terme romane) a temperature altissime, uscendone però, miracolosamente, indenne. Fu arrestato diverse volte e costretto a camminare sui carboni ardenti ma nulla riuscì a scalfire la fede di San Costanzo. Intorno l’anno 178 fu arrestato nuovamente e decapitato a Foligno.

      La salma di San Costanzo fece poi ritorno a Perugia dove trovò riposo in quella che sarà poi la prima Cattedrale di Perugia, fuori le porte di San Pietro e oggi conosciuta come Chiesa di San Costanzo.

      La tradizione dell’Occhiolino
      Per gli amanti del Romanticismo, ecco per voi una leggenda secondo la quale, durante le celebranzioni del Santo, l’immagine di San Costanzo possa fare “l’occhiolino” alle ragazze nubili (e vergini secondo tradizione medievale) che si presentano nella Chiesa dove riposa il Santo, per chiedere se si sposeranno entro l’anno. Naturalmente è un gioco di luci e ombre che rende il tutto magico con un pizzico d’amore.

      Alle fanciulle senza la previsione del lieto evento da parte del Santo, verrà regalato dal fidanzato il dolce tipico perugino ma soprattutto tipico della Festa di San Costanzo, il Torcolo.

       

      Il torcolo di San Costanzo

      Il dolce tipico della tradizione per festeggiare San Costanzo è, appunto, il Torcolo, dietro la quale si celano tante leggende e misteri legati al Santo che rendono ancora oggi questo dolce ricco di fascino e storia.
      Si tramanda, infatti, che il torcolo sia a forma di ciambella per ricordare la corona i fiori che su posta sulla corpo del Santo dopo la decapitazione o ancora che il buco rappresenti la testa mozzata del Santo e in ultimo che la sua forma a ciambella rimandi alla corona sfilata dal capo del Santo una volta decapitata. Ecco perch un dolce tempestato da canditi colorati, in ricordo alle pietre preziose della colora! I cinque tagli sulla ciambella sono, invece, riconducibile ai porte di accesso ai cinque rioni del centro storico di Perugia: Porta San Pietro Porta Sole, Porta Eburnea, Porta Susanna, e Porta Sant’Angelo.

      Il torcolo di San Costanzo, nonostante la grande importanza che ricopre durante la festa del 29 gennaio, è un dolce che viene oggi gustato in Umbria durante tutto l’anno!

      Credit foto
      Regione Umbria
      Umbria Tourism
      Comune di Perugia