Relais Dell’Olmo

Relais Dell'Olmo

Il Relais dell’Olmo, a soli 5 km dal centro storico di Perugia, è un raffinato esempio di ospitalità umbra. Nato dal restauro di un antico casale del 2003, il relais combina il fascino della tradizione con servizi moderni, arricchiti nel 2013 dall’inaugurazione della Guest House, caratterizzata da un concept alberghiero innovativo.

Gli ambienti in pietra e gli arredi in stile creano un’atmosfera calda e accogliente. La posizione strategica consente di raggiungere facilmente Perugia, il raccordo FI-RM e le principali città d’arte umbre, offrendo agli ospiti opportunità ideali per il turismo e il business.

Le 52 camere, eleganti e curate nei minimi dettagli, includono comfort di livello internazionale, tra cui Wi-Fi, vasche idromassaggio Jacuzzi in 16 stanze e TV LCD. Completano l’offerta una piscina, il centro benessere Olmo Wellness & Relax, una palestra e un meeting center.

Accanto al relais, l’Osteria dell’Olmo propone una cucina ricercata, mentre il Bar dell’Hotel offre wine tasting e snack per ogni momento della giornata.

Servizi

Accesso disabili

Accettazione gruppi

Aria condizionata

Ascensore

Asciugacapelli

Bar

Centro benessere/SPA

Frigo-bar

Garage

Gluten free

internet - Wi-fi gratuita

Lavanderia

Palestra

Parcheggio

Piscina

Sala Congressi

Sauna

Solarium

Transfer da/per aeroporto

TV - TV Sat

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    Castello di Postignano Relais

    Castello di Postignano Relais

    Il Castello di Postignano è un borgo medievale incastonato tra le montagne della valle del Vigi, in Umbria, riportato alla vita grazie a un attento restauro durato decenni. Qui vivere significa immergersi in un luogo di straordinaria bellezza, dove storia, cultura e modernità si incontrano in armonia.

    Le antiche abitazioni, restaurate con cura per conservare il loro fascino originale, offrono tutti i comfort moderni, creando un’atmosfera intima e accogliente. Gli ospiti possono godere di un Relais esclusivo, un ristorante che celebra i sapori umbri, un caffè, negozi di artigianato e prodotti locali, oltre a spazi dedicati all’arte e alla cultura, tra cui una chiesa-auditorium e gallerie d’arte.

    Completano l’esperienza una biblioteca, una piscina, un centro benessere e percorsi fitness, rendendo ogni soggiorno un perfetto equilibrio tra relax, scoperta e tradizione. Un luogo dove vivere significa ritrovare il contatto con la bellezza autentica.

    Servizi

    Accettazione gruppi

    Ammessi animali piccola taglia

    Ascensore

    Asciugacapelli

    Bar

    Cassetta di sicurezza

    Centro benessere/SPA

    Frigo-bar

    Gluten free

    Parcheggio

    internet - Wi-fi gratuita

    Noleggio bici

    Parco/Giardino

    Piscina

    Ristorante

    Sala Congressi

    Sauna

    Solarium

    Transfer da/per aeroporto

    TV - TV Sat

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      BV Grand Hotel Assisi

      BV Grand Hotel Assisi

      Vivi un’esperienza unica nel cuore dell’Umbria al BV Grand Hotel Assisi, dove natura, storia e tradizioni si incontrano per offrirti un soggiorno indimenticabile. Le camere, eleganti e raffinate, sono pensate per garantire il massimo comfort, mentre le moderne sale congressi, dotate delle più avanzate tecnologie, sono perfette per eventi aziendali di ogni dimensione.

      Al ristorante Giotto, la cucina tipica umbra diventa un’esperienza sensoriale, con piatti creativi che esaltano i sapori locali, accompagnati da una selezione di vini pregiati. Il ristorante è anche la cornice ideale per matrimoni e eventi esclusivi, con spazi eleganti in grado di ospitare fino a 300 persone.

      Al BV Grand Hotel Assisi, ogni dettaglio è pensato per offrirti un soggiorno che unisce lusso, tradizione e benessere. Unisciti a noi per un’esperienza che resterà nel cuore!

      Servizi

      Accesso disabili

      Accettazione gruppi

      Ammessi animali piccola taglia

      Aria condizionata

      Ascensore

      Asciugacapelli

      Bar

      Cassetta di sicurezza

      Centro benessere/SPA

      Frigo-bar

      Garage

      Gluten free

      internet - Wi-fi gratuita

      Palestra

      Parcheggio

      Piscina coperta

      Ristorante

      Sala Congressi

      Sauna

      TV - TV Sat

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        Umbria un cuore di cioccolato

        Umbria un cuore di cioccolato

        A partire da Euro 325,00 a persona

        1° Giorno
        Arrivo a Perugia resa famosa in tutto il mondo dalla Perugina e dal suo ottimo cioccolato.

        Nel pomeriggio la passeggiata nel centro storico prevede l’ingresso a Perugia Sotterranea, un vero e proprio salto indietro nel tempo sotto la cattedrale di San Lorenzo.

        Prima di andare in struttura, sosta di piacere in una cioccolateria del centro storico per una degustazione.

        Sistemazione in struttura per il pernottamento

        2° Giorno
        Dopo la prima colazione ci si sposta verso il nostro Lago Trasimeno che visto dallo spazio disse l’astronauta Parmitano “Sembra un cuore”. Passeggiata per Passignano sul Trasimeno piccola perla turistica del Lago, dove sarà possibile prendere il traghetto per raggiungere l’Isola Maggiore, l’unica abitata, con un piccolo circuito museale.

        Pranzo a Isola Maggiore

        Cena libera e pernottamento

        3° Giorno
        Dopo la prima colazione nel rientrare verso la propria destinazione si potrà effettuare una sosta per una passeggiata a Todi città medievale nominata la “città più vivibile del mondo”.
        Degustazione con merenda in Cantina.

        La nostra migliore è a partire da Euro 325,00 per persona

        La tariffa si intende a persona in camera doppia e comprende:

        • 2 notti di pernottamento con prima colazione
        • Ingresso a Perugia Sotterranea
        • degustazione di cioccolata a Perugia
        • Escursione giornaliera a Isola Maggiore da Passignano sul Trasimeno (biglietto a/r battello, circuito museale, pranzo)
        • Degustazioni di vini in cantina con merenda a Todi
        • Assicurazione viaggi Europ Assistance

        La tariffa non comprende:

        • Extra, mance ed offerte
        • Mezzo di trasporto
        • City tax laddove introdotta dal Comune di riferimento
        • Quanto non espressamente indicato nella voce “la tariffa comprende”

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          Hotel Rio

          Hotel Rio

          Benvenuti all’Hotel Rio, un’oasi di comfort e relax nel cuore di Umbertide, perfetta per scoprire le meraviglie dell’Umbria! 

          L’Hotel Rio offre 35 camere accoglienti e versatili: matrimoniali, singole, doppie, triple e quadruple, con opzioni accessibili per ogni esigenza, tra cui 7 camere Superior dotate di salotto per un tocco di eleganza in più.

          Se siete in cerca di spazi per eventi o cerimonie, l’hotel vanta due sale meeting: una intima da 40 posti e una spaziosa da 380, perfette per ogni occasione speciale.

          Il ristorante interno è un vero viaggio nei sapori della tradizione umbra e toscana, con piatti rivisitati in chiave moderna per esaltare i profumi e i gusti autentici di questa terra. Lasciatevi sorprendere dall’estro creativo del nostro chef, che trasforma ogni pasto in un’esperienza indimenticabile.

          Per chi desidera rilassarsi dopo una giornata di esplorazioni, l’area Spa dell’hotel è un rifugio perfetto: sauna, bagno turco, idromassaggio e doccia emozionale sono a disposizione per rigenerare corpo e mente.

          Scegliete l’Hotel Rio per un soggiorno che combina comfort, relax e la magia dell’Umbria: un’esperienza che lascerà il segno!

          Servizi

          Accesso disabili

          Accettazione gruppi

          Ammessi animali piccola taglia

          Aria condizionata

          Ascensore

          Asciugacapelli

          Bar

          Centro benessere/SPA

          Gluten free

          internet - Wi-fi gratuita

          Palestra

          Parcheggio

          Parco/Giardino

          Ristorante

          Sala Congressi

          Sauna

          Transfer da/per aeroporto

          TV - TV Sat

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            Perugia in un giorno: un viaggio tra arte, storia e sapori

            Hai solo un giorno per visitare Perugia?

            Non preoccuparti: con i nostri consigli, vivrai un’esperienza indimenticabile nel cuore dell’Umbria. Questa città, ricca di storia, arte e tradizioni culinarie, è la destinazione perfetta per una fuga all’insegna della bellezza e del gusto.

            Mattina: alla scoperta del centro storico
            La tua avventura inizia in Piazza IV Novembre, il centro nevralgico di Perugia. Ammira la magnifica Fontana Maggiore, una delle più belle opere d’arte medievali d’Italia, e la suggestiva Cattedrale di San Lorenzo, con il suo interno ricco di storia e spiritualità. 

            Proprio accanto alla Cattedrale nel Chiostro, potrai accedere a Perugia Sotterranea, sarà come fare un vero e proprio viaggio attraverso i secoli. Questa esperienza, poco conosciuti anche dagli stessi perugini, permette di visitare il mondo sommerso della città di Perugia, e apprendere le varie stratificazioni: dagli Etruschi, attraverso i Romani e l’insediamento papale, fino alla attuale conformazione del centro cittadino.

            Sempre in Piazza IV Novembre, trovi il maestoso Palazzo dei Priori, che ospita la Galleria Nazionale dell’Umbria. Qui potrai ammirare capolavori di artisti come il Perugino, maestro di Raffaello, e Pinturicchio. Se ami l’arte e la storia, è una tappa imprescindibile.

            Pranzo: sapori autentici umbri
            Per pranzo, immergiti nella tradizione gastronomica locale. Una trattoria tipica è il luogo ideale per gustare piatti come gli umbricelli al tartufo nero o la torta al testo, una focaccia farcita con salumi e formaggi. Se preferisci qualcosa di più rustico, un tagliere di prodotti locali e un calice di vino ti regaleranno un autentico assaggio dell’Umbria.

            Pomeriggio: viaggio tra passato e panorami
            Nel pomeriggio, visita la suggestiva Rocca Paolina, una vera città sotterranea costruita nel XVI secolo per volere di Papa Paolo III. Camminare tra i suoi vicoli sotterranei sarà come rivivere la Perugia del Rinascimento.

            Poi, passeggia lungo il Corso Vannucci, la via principale della città, piena di negozi, caffè e botteghe artigianali. Qui puoi acquistare souvenir unici, come ceramiche dipinte a mano, tessuti artigianali o il celebre cioccolato Perugina.

            Concediti una pausa. Ti consigliamo di assaporare proprio il cibo degli dei in una delle nostre cioccolateria del centro storico. 

            Prima di concludere la giornata, fermati al Giardino Carducci, un luogo perfetto per rilassarti e godere di una vista mozzafiato sulla valle umbra. Da qui, il tramonto regala colori magici che ti rimarranno nel cuore.

            Contattaci per scoprire ogni angolo nascosto, organizzando tour personalizzati, esperienze culinarie e attività che renderanno il tuo viaggio indimenticabile.

            💚 Ti Aspettiamo in Umbria 💚

            Luisa Spagnoli

            Oltre la Moda e il Cioccolato, una Donna Filantropa all’Orizzonte

            Luisa Spagnoli, un nome che evoca immediate immagini di moda raffinata e golosità cioccolatose. Tuttavia, il suo retaggio va ben oltre le passerelle e le prelibatezze. Oggi, vogliamo svelare il lato meno conosciuto di questa straordinaria donna: la sua anima filantropa.

            Per chi, come me, ha avuto la fortuna di vagare per la pittoresca collina di Santa Lucia in giovane età, non era affatto raro incrociare dei coniglietti d’angora fuggiti dai giardini di Luisa.
            Dopo le devastazioni della Seconda Guerra Mondiale, Luisa Spagnoli si appassionò a questi adorabili animali, iniziando non solo a crearne una collezione, ma a intuire un segreto che avrebbe rivoluzionato il mondo della moda: l’arte di pettinare, piuttosto che tosare, questi conigli.
            Un gesto gentile che permetteva di ottenere un filato dalla morbidezza senza precedenti, un tessuto che coccolava la pelle come nessun altro.

            E che dire dei suoi deliziosi cioccolatini? Il Bacio Perugina è un nome conosciuto in tutto il mondo, ma c’è un’altra tavoletta che porta il suo nome, una creazione che alcuni perugini chiamano affettuosamente “Carrarmato“, forse come omaggio alla sua tenacia e alla sua forza d’animo.

            E infine, non possiamo dimenticare il contributo di Luisa Spagnoli alla creazione della Città della Domenica, il primo parco a tema d’Italia, nato grazie all’ingegno di suo figlio Mario nel 1963. Decise di trasformare i terreni di sua proprietà sul monte Pulito, nel quartiere di Ferro di Cavallo a Perugia, in un parco per il tempo libero delle famiglie, una sorta di città ideale che doveva inizialmente prendere il nome di “Spagnolia“.
            Di enormi dimensioni per l’epoca (oltre 43 ettari di terreno), il parco presenta, immersi nella fittissima vegetazione umbra, aree faunistiche e strutture tematiche fiabesche.

            Luisa Spagnoli è stata molto di più di una semplice icona di moda e cioccolato. È stata una donna visionaria, una filantropa generosa e un’ispirazione per le generazioni future. La sua eredità va ben oltre i confini delle passerelle e dei cioccolatini, un esempio luminoso di come la passione, la dedizione e la gentilezza possano plasmare il mondo a beneficio di tutti.



            Credit photo by:
            Cittàdelladomenica.it
            NestlèItalia.it
            Ilverdemondo.it
            Kongnews.it
            IlDenaro.it

            Federico da Montefeltro by bike

            Federico da Montefeltro by bike

            Gubbio-Urbino
            Durata: MTB h 4,40 E-MTB h 3,36
            Distanza: 61,7 km
            Dislivello: 1.280+
            Punti di interesse: Gubbio, Cantiano, Cagli, Fermignano, cascata del Metauro, Urbino.

            Itinerario di 75 km che separano la città ducale dalla città natale di Federico da Montefeltro.
            È un itinerario ricco di arte e cultura da un lato e di meravigliosi paesaggi naturali dall’altro, quello che collega Gubbio ad Urbino.
            Il percorso si sviluppa in gran parte su strade panoramiche e a basso traffico, immerse nella ridente campagna umbro-marchigiana, toccando i luoghi in cui Federico da Montefeltro una delle figure più celebri
            del rinascimento, ebbe una forte influenza.
            Partenza da Gubbio città natale di Federico da Montefeltro.
            A Gubbio andavano l’affetto di Federico e la massima intensità dei suoi sentimenti, come scrive nel 1446: «perché ve acertamo che lì è tucto el core nostro et tucta l’anima nostra».
            È qui che fece costruire il suo palazzo quale seconda sede del ducato e seconda capitale ricca di vestigia preromane e classiche.

            Si sale alla volta di Urbino, lungo la strada vecchia Contessa, attraversando gli antichi confini dello stato feltresco, Cantiano e Cagli dove il Duca fu Signore per nascita con titoli ottenuti dal padre tramite
            investitura pontificia nel 1424 dc.
            A Cagli Il Torrione è tutto ciò che rimane dell’antica fortezza, progettata da Francesco Di Giorgio Martini, che faceva parte di un piano di difesa voluto dal Duca Federico da Montefeltro.

            Dismessa la sua funzione di difesa, il Torrione oggi non è solamente un bellissimo monumento storico, ma anche la sede del Centro di Scultura Contemporanea. Le sale ospitano opere di artisti di fama internazionale,
            come Mattiacci, Kounellis, Nagasawa, Icaro e tantissimi altri. Le loro sculture poggiano su una scenografia inedita e originale, si armonizzano con pietra e mattoni, creando un effetto incredibilmente suggestivo.
            Fermignano è una piccola cittadina di origine romana che sorge sulla sponda sinistra del fiume Metauro, con tutto attorno il panorama morbido e collinoso tipico del Montefeltro.

            Dopo circa 60 Km l’arrivo ad Urbino la città dichiarata Patrimonio Unesco, culla del Rinascimento italiano e città di Raffaello. Urbino è la perla delle Marche conosciuta anche come la “città ideale” per via
            dell’omonimo dipinto conservato presso il Palazzo Ducale una delle più belle opere del Rinascimento e cuore pulsante della città di Urbino a cui parteciparono alcuni fra i più grandi architetti, pittori, scultori e
            maestranze chiamati da Federico da molte parti d’Italia e d’Europa.
            Urbino è la rappresentazione perfetta di un classico borgo italiano: i vicoli che si incrociano, il profumo di buono a ogni angolo, il magnifico panorama che circonda la cittadina e poi… tanta arte!

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              Ex Ferrovia da Camporeggiano a Fossato di Vico

              Ex Ferrovia da Camporeggiano a Fossato di Vico

              Punti di interesse toccati

              Gubbio

              È nota come la “città di pietra” e sorge sul fianco del monte Ingino: Gubbio vi conquisterà a prima vista con il suo fascino medievale tutto da scoprire nel suo labirinto di vicoli e stradine.

              Le origini di Gubbio affondano le radici nell’antica civiltà umbra, come testimoniato dalle cosiddette Tavole Eugubine scritte in lingua umbra e risalenti al III-I secolo a.C. Potete ammirarle nelle sale del Museo Civico a Palazzo dei Consoli.

              Il periodo d’oro di Gubbio ha inizio intorno al Mille, all’epoca dei Comuni. Sotto la guida del vescovo Ubaldo, nel 1100, la città vinse una guerra contro Perugia. Nel frattempo si diffusero le arti e i mestieri, tra cui la lavorazione delle maioliche. Con il 1300 la città assunse la forma che ha ancora oggi. È a quell’epoca che risalgono alcuni dei palazzi più belli di Gubbio.

              Una passeggiata in centro
              Cominciate il giro dal gioiello di Gubbio, Piazza Grande o Piazza della Signoria, una piazza “pensile” che si affaccia sulla città. Ai suoi lati si trovano i palazzi pubblici della città: Palazzo dei Consoli in stile gotico e Palazzo Pretorio, uno di fronte all’altro. Date un’occhiata anche al Palazzo Ranghiasci Brancaleoni che si trova sulla stessa piazza.

              A due passi c’è il Palazzo Ducale in stile rinascimentale. Dai giardini di Palazzo Ducale si ha una bella vista sulla città. Fate attenzione alla porta alta e stretta a lato del grande portone: è la Porta del morto. Secondo la leggenda da qui passavano le bare dei defunti. Lungo le mura, che si trovano poco sopra il palazzo e risalgono al 1200, si aprono sei porte, alcune delle quali ancora decorate con pitture e stemmi cittadini.

              Tra le chiese non dovreste perdere la cattedrale dei Santi Mariano e Giacomo. Merita un salto anche la chiesa di San Francesco, edificata sui terreni dell’antica famiglia degli Spadalonga che lo avrebbe accolto dopo aver lasciato la casa di suo padre e tutti i suoi averi. Si trova ai piedi della città, dove nel Medioevo si teneva il mercato e c’è ancora la lunghissima Loggia dei Tiratori, costruita nel 1600 dalla corporazione dei tessitori. Qui tendevano i panni di lana appena tessuti.

              La vera meraviglia di Gubbio è tuttavia la Fontana dei Matti davanti al palazzo del Bargello. Tutti possono ottenere la patente da matto facendo tre giri intorno alla fontana e facendosi bagnare alla presenza di un abitante di Gubbio che lo certifichi.

              Dove spingersi nei dintorni
              Basta uscire dalle mura medievali di Gubbio e si dischiude un altro mondo di sorprese da scoprire: il teatro romano, il mausoleo romano poco distante, l’abbazia di San Secondo, la secentesca Madonna del Prato ricca di stucchi e la chiesa della Vittorina costruita proprio dove, secondo la leggenda, San Francesco incontrò il lupo.

              La Gola del Bottaccione

              Nei dintorni di Gubbio si trovano le gole del Bottaccione, ideali per una gita poco fuori città. È una profonda gola dovuta all’erosione del torrente Carmignano, ma è anche ricchissima di testimonianze storiche. Qui si trova un acquedotto che corre lungo la gola e risale al Medioevo.

              Nella gola si trova anche il Monastero di Sant’Ambrogio, che sorge nei pressi di una cittadella preistorica risalente al paleolitico. L’eremo è del 1300 ed era noto per le sue regole severe oltre che per la posizione inaccessibile che garantiva silenzio e solitudine. Non perdete la visita, a cominciare dalle grotte sotterranee per finire con gli affreschi della chiesa

              In cima al monte Ingino: la Basilica di Sant’Ubaldo

              La Basilica di Sant’Ubaldo si trova proprio in vetta al monte che veglia su Gubbio, ma niente paura, se non ve la sentite di scarpinare potete raggiungerla con una comoda funivia e avrete tutta la città ai vostri piedi. Qui si custodisce l’urna con il corpo di Sant’Ubaldo, patrono di Gubbio. E vi arriva anche la famosa corsa della Festa dei Ceri del 15 Maggio.

              La chiesa è di origini medievali, ma nel corso del 1500 fu ampliata con l’aggiunta del convento e del chiostro. Non fatevi ingannare dalla semplicità dell’esterno, entrate per ammirare la ricchezza delle cinque navate e le vetrate istoriate che raccontano la vita di Sant’Ubaldo.

              Castello di Colmollaro

              II Castello di Colmollaro si trova sopra un rialzo del terreno, in parte circondato da un fitto bosco, lungo la strada per Galvana e Serra Brumonti nel settore sud-orientate del territorio eugubino. Pur rappresentando l’ultimo baluardo difensivo della conca eugubina in quest’area, viene ricordato soprattutto perché feudo dei Raffaelli, una nobile famiglia, eugubina di orientamento ghibellino di Cui un rappresentante, Bosone Novello strinse amicizia con Dante Alighieri presso Arezzo dove si era rifugiato dopo la cacciata dei ghibellini da Gubbio.
              La tradizione riporta la notizia che il sommo poeta esule della patria, trovò rifugio presso l’amico Bosone che, una volta ritornato a Gubbio, si stabilì in questo castello dove Dante, suo ospite, scrisse una parte della Divina Commedia. 

              Ex stazione di Branca

              La stazione fu inaugurata il 5 aprile 1886, e rimase attiva fino al 22 maggio 1945, quando la ferrovia, distrutta dai bombardamenti della seconda guerra mondiale, cessò definitivamente l’esercizio.
              A Branca si attestò l’ultimo convoglio che percorse la linea: si trattava di un treno viaggiatori che fu mitragliato dai tedeschi poco prima della stazione, per poi essere trainato da un trattore nel piazzale della stazione stessa. Sono stati mantenuti, e resi ben visibili, i 12 fori provocati dai proiettili sulla facciata lato binari del fabbricato viaggiatori.

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                Dalla pietra al mare

                Dalla pietra al mare

                Cuore pulsante della città e protagonista di qualsiasi visita è la scenografica e panoramica piazza Grande, straordinario esempio di “piazza sospesa”, sostenuta dagli archi che si possono ammirare nella parte bassa di Gubbio, dalla quale si gode uno splendido panorama sulla valle.

                La piazza ospita Palazzo dei Consoli, simbolo della città, realizzato in stile gotico a testimoniare l’importanza di Gubbio in epoca medievale. All’interno di palazzo dei Consoli c’è il museo civico di Gubbio, con il “campanone” e le sette “Tavole Eugubine”, il più importante documento per la storia dei popoli italici, datate fra il III e il II secolo a.C. Il palazzo dei Consoli ha inoltre un curioso primato storico: è il primo palazzo italiano ad avere avuto l’acqua corrente, tubature e servizi igienici.

                Nella parte bassa dell’abitato si sviluppa piazza Quaranta Martiri, nel Medioevo area di mercato. Sul lato sud si trova la chiesa di San Francesco, alla quale è legato l’episodio di San Francesco e il lupo. Secondo il racconto, arrivato a Gubbio, San Francesco trovò la città deserta perché gli abitanti avevano paura di un feroce lupo. San Francesco si addentrò nella foresta e strinse un patto con l’animale che prevedeva che il lupo non aggredisse più gli uomini, che lo avrebbero invece sfamato e curato. La pietra su cui fu siglato il patto e la pietra della tomba in cui il lupo fu poi seppellito sono ancora visibili in questa chiesa. Nella parte più alta della città, invece, a 908 metri sul livello del mare, sul monte Ingino, si può ammirare la basilica di Sant’Ubaldo che ospita le spoglie del santo e i famosi ceri. Vale la pena salire a piedi o con la funivia. La piccola avventura in funivia è consigliata: si sale per circa 500 metri sospesi nel vuoto in una piccola “gabbia” in cui entrano al massimo 2 persone, con vista panoramica mozzafiato sui tetti di Gubbio e sulla campagna circostante.

                Il comune di Scheggia e Pascelupo è un territorio montuoso di circa 64 km², che occupa la porzione nord-orientale dell’Umbria, al confine con le Marche, ed è l’unico comune umbro situato interamente nel versante adriatico della catena appenninica. Immerso nel cuore dell’Appennino umbro-marchigiano, occupa una vasta zona del parco del Monte Cucco. Boschi, pareti rocciose, forre, sorgenti di acqua limpida sono frequenti.
                La zona, oltre a una notevole varietà di piante come il faggio, il leccio, la roverella, ospita anche specie animali rischio di estinzione, come il lupo appenninico, l’aquila reale e la lontra. Nei pressi si trovano il monte Catria (1701 m), il monte Cucco (1566 m), il monte Motette (1331 m), il monte Le Gronde (1373 m), la forra di Rio Freddo e la Valle delle Prigioni.

                Il fiume Sentino, con il suo corso lungo la valle omonima, attraversa il territorio del comune, ma numerosi altri sono i corsi d’acqua, tra i quali spiccano per importanza di portata il Rio Freddo (proveniente dal massiccio del Monte Cucco), il Fiume Artino e il Fosso della Gorga (che
                provengono dal gruppo del Monte Catria), il Fosso della Pezza (dal Monte Tino), il Fosso di Campitello o Bulgarello, e il fosso Sanbucara (provenienti dal Monte Motette) e il Fosso la Foce (dal monte Orneti).
                Numerose in tutto il territorio montuoso circostante sono anche le sorgenti e le fonti di acqua fresca tra le quali fonte Fontanelle (783 m), fonte S. Giglio, fonte le Campora e fonte Peschi lungo le pendici del Monte Motette, fonte Lorno (877 m), fonte Bregna (830 m) lungo il Monte Foria e fonte Tino sulle spianate del Monte Forcello.
                La montagna di Scheggia è il monte Calvario (949 slm) sul quale è situato il santuario di monte Calvario. Il suo nome deriva dal latino calles oviariae ossia “sentieri delle pecore”, infatti il monte è
                la via d’accesso per i pascoli del monte Cucco. Le sue origini risalgono alla fine del primo millennio d.C. e sono strettamente legate alla storia della congregazione dei Camaldolesi. L’eremo fu forse fondato da san Romualdo nel 980. Notevole impulso diede all’abbazia l’opera di san Pier Damiani, che qui divenne monaco nel 1035 e Priore dal 1043, non solo per l’ampliamento delle costruzioni originarie ma anche per un
                forte sviluppo culturale e spirituale che fece dell’eremo un punto riferimento religioso e sociale.

                La tradizione riporta il numero di 76 santi e beati vissuti nell’eremo. L’Eremo viene citato nella Divina Commedia (Paradiso, canto XXI) da Dante Alighieri, il quale sembra che ne sia stato anche ospite. Il piazzale antistante la basilica; sulla sinistra l’entrata al chiostro e sulla destra lo scriptorium Eretta abbazia nel 1325, Fonte Avellana divenne una potenza socio-economica e, di lì a poco (anno 1392), conobbe la pratica della commenda (XIV – XV secolo). Nel 1569 ad opera di papa Pio V Ghilslieri fu soppressa la congregazione autonoma avellanita che aveva sino ad allora retto il monastero, passando alla congregazione camaldolese. Nemmeno quarant’anni dopo, nel 1610, passò alla congregazione cenobitica camaldolese di San Michele di Murano, per poi ritornare agli inizi del novecento alla congregazione camaldolese. Fonte Avellana restò “commendata” fino a quasi tutto il 1700, ed anche se ebbe commendatari come il cardinale Giuliano della Rovere (poi Giulio II), che lasciarono segni di carattere edilizio ed abbellimenti del tutto degni di nota, nondimeno risentì profondamente degli inevitabili condizionamenti, motivo per cui la decadenza della sua vita monastica fu inesorabile, anche se lenta.
                Tale declino si concluse con la soppressione napoleonica del 1810 e di lí a poco quella italiana del 1866. Tornata sotto la gestione dei monaci camaldolesi nel 1935, oggi Fonte Avellana ha ritrovato il suo antico splendore, sia spirituale sia architettonico.

                Il coro della Basilica del Monastero di Fonte Avellana Il 5 settembre 1982 papa Giovanni Paolo II ha visitato Fonte Avellana in occasione delle celebrazioni del millenario della fondazione dell’Eremo. Nel marzo dello stesso anno il Papa aveva elevato la chiesa abbaziale alla dignità di basilica minore. Dal 2007 anche il Giardino Botanico del monastero, da sempre riservato ai monaci, è aperto al pubblico.

                Il territorio del Comune di Frontone è stato abitato fin dai tempi più remoti; la prima popolazione che creò un insediamento stabile fu sicuramente quella degli Umbri e più tardi giunsero prima i Celti e poi i Romani, quindi la zona venne conquistata dai Longobardi ai quali si sostituirono poi i Franchi. I primi documenti scritti che parlano del castello e della comunità civile di Frontone risalgono all’undicesimo secolo, e la sua storia, fino alla fine del quattordicesimo secolo, fu legata indissolubilmente a quella di Cagli, a cui appartenne come feudo. Divenne poi possedimento eugubino sotto la signoria dei Gabrielli fino al 1420 e passò quindi al Ducato di Urbino, salvo una brevissima dominazione Malatestiana. Nel 1530 il castello ed il territorio di Frontone divennero contea del Ducato di Urbino, dono di Francesco Maria I Della Rovere al nobile modenese Gianmaria Della Porta e tali rimasero fino all’abolizione delle giurisdizioni feudali per effetto dell’annessione al Regno d’Italia napoleonico (1808), abolizione poi rinnovata da Papa Pio VII (1816) .

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